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Pietralba

Il Santuario degli uomini dei Monti



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Prezzo copertina: € 10,00

Prezzo scontato: € 8,50

Una volta all’anno, fin da piccolo, nella vecchia casa del paese di Vigolo Vattaro, sentivo le voci dei genitori e dei nonni preannunciare il vicino pellegrinaggio al santuario della Madonna di Pinè. Bastavano poche parole per gettare noi fanciulli nella gioia più incontenibile – finalmente un viaggio, finalmente l’aranciata al bar di Pergine Valsugana prima di inerpicarsi sulla montagna pinetana – e, nello stesso tempo, nella consapevolezza angosciosa della lunga, stancante e infinita camminata. Perché, a differenza di oggi, il pellegrinaggio consisteva nell’andata ma anche nel ritorno. E le gambe erano quelle che erano e nemmeno molto lunghe vista l’età. Non eravamo così convinti che la “grazia”, a cui noi bambini non riuscivamo ad attribuire contorni e significati chiari, fosse una valida ricompensa per tutta quella fatica.
Poi, durante le lunghe serate invernali, quando eravamo tutti in cucina attorno al focolare perché le altre stanze non erano riscaldate – soltanto i nonni avevano una piccola stufa ad ole –, ogni tanto usciva un nome: Baissiston. Su quel luogo magico, perché lontano, le parole si rincorrevano una all’altra. Si raccontava – per sentito dire anche dagli anziani – che il santuario era in mezzo a un bosco, che era pieno di avvenimenti prodigiosi, che lì si otteneva la grazia, che il contadino Leonhard aveva visto la Madonna più volte della pastora Domenica Targa. (...) Le immagini che ci costruivamo, di Baissiston e del viaggio, si sovrapponevano continuamente, s’ingrandivano, aprivano le porte alle storie che raccontava mia nonna sui dintorni del Santuario, lì dove abitavano un gigante e un drago. La tensione aumentava, il desiderio anche.
Anni sono passati, ma Baissiston è sempre rimasto nel mio immaginario, nelle mie fantasie. Irrompeva regolarmente nei miei pensieri finché un giorno – avevo diciott’anni – presi il treno e a piedi mi recai al Santuario. Fatica immane, paura di perdermi – allora non c’erano segnavia del Cai o dell’Alpenverein –, attesa. Finché eccola la grande facciata bianca. Era come me la raccontavano da piccolo. Tutto coincideva. Al gigante e al drago ci avrei pensato dopo. Intanto avevo trasformato l’immaginario meraviglioso in realtà.
Dopo quella prima esperienza ci sono ritornato moltissime altre volte, soprattutto a piedi, dai luoghi più disparati e più lontani, ripercorrendo i sentieri dei ladini delle quattro valli, dei mòcheni, dei cimbri. Ad accogliermi c’era l’allora priore Lino Pacchin – ora al Santuario di Monte Berico a Vicenza – con cui ho condiviso per un periodo un pezzo di strada della mia vita.
Scrivere una guida del Santuario mi sembrava un dovere, un omaggio obbligato ai sogni, alle paure, ai desideri e alle fantasie della mia infanzia. E un riconoscimento ai miei genitori e ai miei nonni cimbri, per avermi incuriosito. La curiosità è la leva che fa volare alta la creatività. Di questo gliene sono eternamente grato.
Fiorenzo Degasperi

Pietralba




Informazioni aggiuntive
Autori Degasperi Fiorenzo
ISBN 978-88-6876-164-6
Formato 20x25
Pagine 64