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Quaranta soneti dal Trentin

e altre poesie en nònes



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Dunque. Tutto cominciò sotto il sole ardente di Sicilia settecentocinquanta anni fa, alla Corte di Federico II di Svevia, in un ambiente in cui tutti poetavano: il re e imperatore Federico, i figli Federico d’Antiochia e Re Enzo, il suocero Giovanni di Brienne, i frequentatori della corte a cominciare dal notaio Jacopo da Lentini. Ancora non esisteva una letteratura italiana, ma tra quei personaggi c’era un grande fermento, una potente passione per la poesia di cui si inventavano nuovi generi (oggi diremmo “format”). Ed è il “notaro” Jacopo che probabilitmente inventò un modello prosodico di quattordici versi endecasillabi, organizzati in quattro strofe – due quartine e due terzine – chiusi nella morsa di rime obbligate. Era nato il sonetto, il più famoso componimento poetico della letteratura italiana, un modello di lirica che ha attraversato oltre sette secoli per giungere sino a noi ancora utilizzato e perfettamente funzionale.
Dopo Jacopo da Lentini e i poeti della Scuola Poetica Siciliana hanno scritto sonetti (solo per citare alcuni dei più famosi) Dante e Petrarca, Ariosto e Tasso, Foscolo e Alfieri, Carducci e Pascoli, Gozzano e Caproni. E i classici in dialetto come Baffo, Porta, Belli, Pascarella, Trilussa. E grandi poeti stranieri (il sonetto è un eccezionale regalo che l’Italia ha fatto al mondo) come in Inghilterra Shakespeare e Keats, in Francia Ronsard, in Spagna Jimenez, Garcia Lorca, Machado, in Cile Neruda, in Germania Heine, in Austria Rilke. Nel Trentino Chiesa, Mor, Felini, Borgogno, Pola e, tra i viventi, il cantore della civiltà contadina tramontata, Silvano Forti (coi suoi 57 sonetti scritti in 40 anni, raccolti in Le memorie che ziga, 2009, che ho avuto il piacere di prefazionare); e gli affascinanti sonetti di Lilia Slomp Ferrari. Adesso, con questo Quaranta soneti dal Trentin - e altre poesie en nònes decolla anche il roveretano-anaune-trentino di Trento Giorgio Brentari. Fatte tutte le differenze di scala che volete (ma solo dopo aver letto attentamente i suoi versi) scoprirete che Brentari non sfigura nella compagnia dei sonettisti, quanto meno fra i trentini. E continua a far vivere il genere.
(Renzo Francescotti)

Quaranta soneti dal Trentin




Informazioni aggiuntive
Autori Brentari Giorgio
ISBN 978-88-6876-105-9
Formato 14x20
Pagine 80