Skip to Main Content »

Search Site

Benvenuto nel sito!

Il tuo carrello é vuoto

Poesie del lungadige

Prefazione di Renzo Francescotti



Fai una recensione del prodotto

Prezzo copertina: € 8,00

Prezzo scontato: € 7,20

Era il 1996 quando il giovane e del tutto sconosciuto Franco Brugnara, di Nave San Felice, un paese lungo l’Adige, si presentò alla XIII Edizione del Premio nazionale di poesia “Alicante” di Vigolo Vattaro (un premio oggi giunto alla sua XXXIII edizione, della cui Giuria fui presidente sin dall’inizio), portandosi via il primo premio. Va detto che le poesie partecipanti portavano a piè pagina il nome degli autori (abbiamo sempre evitato che fossero firmate con pseudonimi, dato che questo sistema, volenti o no, presuppone una Giuria corruttibile o corrotta: ci sono tanti modi per farsi riconoscere dalla Giuria!). Così eravamo perfettamente coscienti di aver premiato – tra tanti altri concorrenti blasonati – uno sconosciuto. Mi ricordo che la cosa fece notizia e un giornalista del maggior quotidiano trentino pubblicò un’ampia intervista al vincitore, cosa mai più accaduta. Franco Brugnara vinse il primo premio con una lirica di quindici versi dal titolo “Dietro la luna” che ha questo incipit: “Sei ancora lì/ dietro l’angolo/ come un brigante da strada.../ sei ancora lì/ sotto un lampione/ come una vecchia puttana.../ Sei ancora lì/ a girare e rigirare/una clessidra vuota...”.

Franco rivela fin dall’inizio le caratteristiche del suo linguaggio: esplicito, giovanilistico, in presa diretta, “bruciato” come la brace di una sigaretta sulla pelle. Ma, allo stesso tempo, anche limpido e musicale. Venimmo a sapere della sua vicenda personale, il trascorso di tossicodipendenza giovanile dalla quale era riuscito tenacemente ad affrancarsi, trovando poi lavoro nelle cave di porfido della Val di Cembra (un lavoro che in seguito dovette cambiare, per ragioni di salute).
Brugnara si ripresentò l’anno seguente – questa volta con una poesia in dialetto- “L’oro ross”, aggiudicandosi il terzo premio. Sono versi usciti dal suo lavoro a cottimo in cava: “Gò pensieri empolveradi./ Gò nebie nei oci/ e temporài nele recie./ Tinf/ e tinf/ e tonf/...”. Concludendo nel suo linguaggio scabro come il porfido: “Me ensogno la not/ strade e piaze/ che spèta/ l’oro ross”.
Passa un anno ed ecco che il nostro non più sconosciuto poeta, si ripresenta e rivince il terzo premio con “Mani” in versi che, come in un’acquaforte in bianco e nero, incidono le mani di suo padre nel groviglio delle vene, nell’alone giallo di nicotina e, alla fine, incrociate sul petto...

Poesie del lungadige




Informazioni aggiuntive
Autori Brugnara Franco
ISBN 978-88-6876-121-3
Formato 13x20
Pagine 64